Ripresa delle celebrazioni

A partire da lunedì 18 maggio:

Da lunedì sera cominceremo a celebrare la Messa in chiesa e da sabato 23 e domenica 24 la Messa domenicale tornerà a riunirci nella bela festa dell’Ascensione di Gesù.

Occorrerà avere delle attenzioni e un grande senso di responsabilità e rispetto, mentre chiederemo aiuto per poter celebrare bene (dopo le celebrazioni occorre igienizzare le superfici toccate), per mantenere pulita la chiesa e per celebrare con pazienza in attesa di superare le attuali limitazioni.

ATTENZIONI. Alcune sono le solite:

Non essere positivi al Covid-19; Non avere la febbre (da 37,5 in su) o sintomi influenzali/respiratori e non essere venuti in contatto con persone affette da covid-19;

Indossare la mascherina (coprire naso e bocca) e, se volete i guanti, che verranno tolti per la comunione che si riceverà SOLO sulla mano (abbassando prima la mascherina e togliendo i guanti se li indossiamo).

Provvedere all’igienizzazione delle mani (troverete in chiesa dei flaconi di igienizzanti per questo);

Delle persone vi accoglieranno e indicheranno i posti già contrassegnati da un nastro giallo… abbiamo circa 130 posti.. oltre questo numero troveremo posto all’esterno davanti alla porta che resterà aperta. In chiesa abbiamo tolti dei banchi per rispettare le distanze e comunque quando ci si muove (ingresso, uscita, comunione) occorre tenere la distanza di 1 metro e mezzo.

Non passeremo col cestino delle offerte ma saranno messi dei cestini per chi vuole fare un’offerta.

L’entrata sarà solo quella centrale, mentre per l’uscita useremo entrambe le porte.

Non ci sarà lo scambio della pace né l’acqua benedetta nelle pile (ma lo sapevamo già).

Comunque ci spiegheremo meglio all’inizio della celebrazione. Sono piccole cose rispetto al grande dono di celebrare insieme l’Eucaristia.

Le Messe avranno lo stesso orario e chiediamo di arrivare per tempo perché si può accedere fino al completamento dei posti a sedere: fuori metteremo delle sedie e cureremo l’amplificazione in caso di bisogno. Chi può venga in bici o a piedi per ché limiteremo i parcheggi vicino alla chiesa per non fare assembramenti e permettere di restare larghi…

 

La Caritas di Selvana è sempre aperta.

Le famiglie in difficoltà possono contattare FLAVIO 3494513948 e SILVANO 3297466183.

Commento al Vangelo di Padre Ermes Ronchi

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca (...). Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». (...) Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». (...).

«Subito dopo», dopo i pani che traboccavano dalle mani e dalle ceste, «costrinse i discepoli», che vorrebbero star lì a godersi il successo, «a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva». Li deve costringere, non vogliono andarci sull'altra riva, è terra pagana, c'è il rischio di essere rifiutati, è già successo. Infatti: la barca era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Un vento che non soffia da fuori, ma da dentro i Dodici, come resistenza a quel viaggio verso gli stranieri. «Sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare». Non ha fretta Gesù: tre giorni ha atteso per Lazzaro, attende quasi una notte intera di tempesta, tre giorni aspetterà per risorgere. Ha sempre fretta invece quando in vista c'è una esaltazione, una ovazione. Fretta di andarsene e di portar via i discepoli. Perché il posto vero dei credenti non è nei successi e nei risultati trionfali, ma in una barca in mare, mare aperto, dove prima o poi, durante la navigazione della vita, verranno acque agitate e vento contrario. Ma non saranno lasciati soli. «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». All'invito di Gesù, Pietro, coraggioso fino all'incoscienza, abbandona ogni riparo e cammina nel vento e sulle onde. Sì, ma verso dove? Pietro non vuole tanto andare da Gesù, quanto metterne alla prova la potenza. Andrà davvero verso Gesù, quando lo seguirà, non sedotto dal suo camminare sul mare, bensì dal suo camminare verso lo scandalo e la follia della croce. Andrà dietro a lui, non perché sa far tacere il vento, ma perché fa tacere tutto ciò che in noi non è amore. Andrà verso il Samaritano buono, nella polvere dei sentieri del tempo e non sul luccichio di acque miracolose. Andrà verso il servo, non verso il taumaturgo. «E venne da Gesù» dice il Vangelo. Pietro, fino a che ha occhi solo per quel volto visibile anche nella notte, cammina sulle acque. Quando volge lo sguardo al vento, alle onde, al buio, inizia ad affondare. Guardo al Signore, lo ascolto, e vado dovunque, faccio miracoli. Guardo a me, a tutte le difficoltà, e sprofondo. Se guardo a perché sono qui, a chi mi ha mandato su questa terra, non mi ferma nessuno. Se guardo alla mia storia accidentata, il dubbio mi blocca. Pietro, in pieno miracolo, dubita: «Signore affondo». In pieno dubitare, crede: «Signore, salvami!». Dio salva, qui è tutta la fede: Egli non è un dito puntato, ma una mano che ti afferra. Un grido nel vento. Che se ne fa Pietro del catechismo mentre affonda? Basta un grido per varcare l'abisso tra cielo e terra. Fino a che, in fondo a ogni nostra notte, il grido di paura diventerà abbraccio tra l'uomo e il suo Dio.
(Letture: 1 Re 19,9.11-13; Salmo 84; Romani 9,1-5; Matteo 14,22-33)

Orari S. Messe

Feriale e prefesitivo
Ore 18.30

Festivo
Ore 9,00 e 11,00

Intenzioni per le Messe: si ricorda che quando viene celebrato un funerale, alla sera non si celebra la santa Messa.
Se ci sono intenzioni verranno ricordate la sera dopo.

Calendario parrocchiale degli appuntamenti

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